Storie del pianeta Lizard

Autore: Alessandro Bruno

Data: 21 May 95 10:17:32

Il finestrino era sporco, ma d’altronde cosa ci
si poteva aspettare dopo 5 mesi di viaggio ininterrotto, senza
fermarsi neppure su un pianeta?

Il suo socio non aveva intenzione di pulire
alcunche’. Siamo su una nave mediocre, equipaggio mediocre, posto
dimenticato dal Wisseman (sia sempre resa gloria al Wisseman) e
perche’ dovremmo preoccuparci di un maledetto oblo’…

Non ha tutti i torti, ma credo che un po’ di
rispetto per noi stessi non ci farebbe male, visto che bene o
male dovremo sostare su questo pianeta di coloni e poi continuare
il viaggio per altri lunghi mesi.

Inoltre e’ una occupazione come un’altra.
Sempre meglio di usare quegli accidenti di Sensors che ad ogni
sweep danno sempre i medesimi risultati.

Che noia.

Il nome che abbiamo dato a questo piccolo cargo
e’ emblematico: Morta Qua.

Le scorte di quello che ci consente di vivere
ci arrivano dal pianeta attorno al quale orbitiamo, ma, essendo
un piccolo avamposto, sono poca roba. Non certo quello che
avremmo trovato ad una starbase dell’Impero Lizard. Inoltre su
questo Small D’EEP Space Freighter il riscaldamento e’ stato un
po’ trascurato (ci sono circa 20 gr.) e viviamo con il giubbotto
termico addosso. Ormai puzza di lucertola da far schifo perfino a
noi.

Il pianeta e’ a 35 gradi. Non e’ gran che: il
metabolismo dei Lizard non funziona molto bene se non tra i 40 e
60 gradi.

Il motore HeavyNova di classe 6 ha retto
abbastanza bene, ma ora lo tengo in piedi con la colla: spero che
‘sti coloni si moltiplichino abbastanza in fretta e che ce ne
possiamo partire per finire la missione con un bel Colonize, e
stabilirci su un pianeta con almeno una razza decente. Odio i
Gipsoldal almeno quanto gli Aviani; ma d’altronde neppure coi
Bovinoidi si puo’ avere un dialogo decente…

Blip Blip..!

Ah! Il BlipVert sta richiamando la mia
attenzione… I coloni sul pianeta stanno mandandoci un carico di
materiale da sistemare nelle stive.

Del lavoro anche per oggi.